Stretching: una pratica superata

Stretching-prima-dello-sportGrazie alle numerose pubblicazioni uscite negli ultimi due decenni è ormai noto a chi si occupa in ambito sportivo e riabilitativo di allenamento che vi debba essere un ridimensionamento dei benefici dello stretching.

Infatti da panacea per risolvere tutti i problemi fisici, sappiamo che in realtà lo stretching inteso come tecnica di allungamento muscolare passiva, diffusa da Anderson negli anni ’80:

  • non previene traumi e lesioni muscolari (anzi in alcuni casi può provocarne, soprattutto se eseguito prima di un lavoro muscolare intenso);
  • non è adatto come riscaldamento poiché non riscalda il corpo, infatti non aumenta la temperatura corporea né tanto meno predispone il sistema nervoso per il lavoro successivo;
  • è una tecnica analitica che non rispetta il concetto di globalità del corpo perché come riporta la Mezieres già più di mezzo secolo fa:
    “… si allunga solo ciò che già può allungarsi. Come un elastico vecchio il tessuto si allunga nei punti sani, cioè dove non serve, mentre là dove è deteriorato, nella migliore delle ipotesi non succede nulla. Faremo delle bellissime asana e delle splendide spaccate ma tutte a carico di quella zona che si è potuta allungare, probabilmente extra-estendendolo e portandolo verso il disequilibrio”.[1]
  • non prende in considerazione il tessuto connettivo o meglio il funzionamento del sistema mio-fasciale (gli elementi contrattili del muscolo non limitano la capacità di allungamento ma è il tessuto connettivo quello che oppone resistenza e nel quale si immagazzinano le tensioni, le restrizioni e le compensazioni).

Per questi motivi lo stretching inteso come tecnica di mobilità articolare è stato da anni superato nell’efficacia da numerose altre tecniche (come Stretching Globale Attivo, Self Myofascial Release, Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation, Asana Yoga ecc).

Per la Kinesomatica il concetto di allungamento muscolare e di mobilità articolare viene visto da una prospettiva ancora diversa.

Kinesomatica: studio dell’uomo a 360°

La Kinesomatica è una metodologia di allenamento con delle peculiarità specifiche:

è una disciplina motoria nel significato più originale in quanto disciplina il proprio corpo nel rispetto delle leggi che lo regolano e nello stesso tempo permette di conoscersi maggiormente e di diventare più consapevoli non solo dei propri movimenti, ma anche dei pensieri e delle emozioni.

La mobilità articolare come processo neurologico

Visita-Neurologica-MilanoCosa impedisce in realtà la capacità di compiere un movimento alla massima ampiezza, come quando vogliamo allungarci?

Il motivo è di natura neurologica. Il corretto passaggio dell’informazione nervosa che permette di eseguire un movimento fluido, ampio e naturale, risente dei blocchi che si vengono a creare a livello articolare in tutto il corpo, anche nelle zone distanti dall’articolazione interessata dal movimento. Ad esempio un blocco all’articolazione temporo-mandibolare può causare una limitazione del movimento di flessione in avanti della colonna vertebrale o di aperura dell’anca (abduzione dell’anca).

Quindi per un’azione efficace e duratura, bisognerebbe agire sempre a livello nervoso, centrale cercando di dare il giusto comando . Per meglio intenderci si tratta di inserire il giusto programma motorio con la giusta sequenza di ordini, attivando i muscoli che si devono contrarre e disattivando quelli non necessari o quelli in cui invece esiste uno stato permanente di iper attivazione; come farebbe un programmatore informatico nell’inserimento logico dei comandi per lo sviluppo di un software.

Pulizia e riprogrammazione del movimento

La Kinesomatica insegna al praticante ad eseguire in ogni azione la corretta sequenza di attivazione motoria, stimolando nel contempo una maggiore consapevolezza della stretta dipendenza dei blocchi meccanici dalle differenti cause che li provocano (posturali, emotive, alimentari, psichiche).

Questa riprogrammazione motoria intesa come pulizia del movimento viene eseguita nella fase iniziale della Kinesomatica denominata “Acqua”.

 

 

[1] Mézières F. : Révolution en gymnastique orthopédique. AmédEe Legrand et compagnie, 1949.