Ma correre fa bene o male?

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di parlare della corsa lenta e continua come di un modo sopravvalutato per dimagrire; ci ha fatto piacere avere suscitato tanto seguito e interesse, a conferma che è un argomento molto sentito; abbiamo ricevuto anche varie richieste per un ulteriore approfondimento, cui rispondiamo prontamente con questo nuovo articolo.

Lo ripetiamo: la nostra intenzione non è demonizzare la corsa lenta, ma far comprendere che esistono altri modi di correre molto più rapidi ed efficaci per dimagrire, i quali tuttavia richiedono un’adeguata preparazione.

Per rispondere ad una domanda che ci è stata posta qualche giorno fa se la corsa facesse bene o male, rispondiamo: ovviamente fa bene, ma come tutti i gesti sportivi che sono ripetuti migliaia di volte, dipende molto anche dalla corretta tecnica esecutiva.

Correre bene per prevenire gli infortuni

Il tema di oggi riguarderà proprio quest’importante aspetto della corsa. Ci occuperemo infatti dell’importanza di una corretta tecnica esecutiva; importanza che assume non solo per migliorare le proprie prestazioni ma anche come prevenzione per gli infortuni.

Tutti noi corriamo e abbiamo sperimentato personalmente i tanti benefici che il correre ha sulla salute e non solo ai fini di un dimagrimento. Tuttavia diamo poca importanza al modo in cui si corre, sottovalutando i vantaggi di una corretta tecnica esecutiva che consistono nel:

  • miglioramento della resistenza per un minor dispendio energetico ad ogni passo;
  • miglioramento della velocità per una maggiore capacità di strutturare le forze propulsive del corpo;
  • minor affaticamento a livello muscolare per una più corretta capacità di coordinazione intermuscolare;
  • minore usura a livello articolare per una più giusta utilizzazione delle articolazioni nella meccanica del movimento;

I vantaggi riguardano amatori e professionisti

Questi vantaggi dovrebbero interessare non solo i corridori professionisti, che sono obbligati a perfezionare la tecnica e la frequenza ottimale, ma chiunque è appassionato e trova beneficio nel correre; basti pensare che un amatore che va a correre in media 3 volte a settimana con una durata di circa 40 minuti per ogni allenamento, compiendo più o meno 170-180 passi al minuto, esegue più di 21 mila passi a settimana.

Quanti benefici potrebbe portare un miglioramento e perfezionamento della meccanica di ciascun passo con la seria probabilità che i fastidi tipici dei corridori (dalle fasciti plantari, alle recidive distorsioni alle caviglie, fino ai dolori a schiena, anca e ginocchio) potrebbero scomparire per sempre!!

La corsa in altre discipline

Lo stessa attenzione (forse anche maggiore..) dovrebbe riguardare chi pratica altri sport che sono caratterizzati non solo da una corsa lineare, ma da repentini cambi di velocità in tutte le direzioni (come calcio, basket, tennis ecc.), anche se praticati solo sporadicamente fra amici.

Infatti in queste discipline, con le differenze dovute alle rispettive esigenze biomeccaniche, si ha un aumento dell’impatto su tutte le articolazioni del corpo provocato proprio dai continui cambi di direzione, di senso e dalle frenate. Di certo una tecnica corretta diminuirebbe di gran lunga eventuali conseguenze negative.

Un consumo equilibrato delle gomme

Generalmente siamo convinti che correre sia semplice, è sufficiente mettere un passo avanti all’altro; ben diverso è invece saper correre! Basta infatti osservarci, magari con una ripresa fatta anche con lo smartphone o analizzare il consumo anomalo e asimmetrico delle nostre scarpe, per renderci conto, che avremmo bisogno, sia di comprendere meglio come far lavorare la nostra macchina corporea alla sua massima efficienza che spesso anche di una “convergenza “ che ci permetta un “consumo equilibrato delle gomme”.

downloadconsumo scarpe pronatoreCorrere bene non è per niente semplice e scontato, piuttosto è un gesto che, per essere eseguito in modo ottimale, necessita in primis di una conoscenza tecnica adeguata. Ma una buona tecnica dipende da un lavoro che non riguarda soltanto le varie articolazioni del piede, bensì comporta l’attivazione corretta di tutto il corpo, nessuna parte esclusa; si può considerare un vero lavoro globale.

Kinesomatica: perfetta conoscenza dei movimenti del corpo

La perfetta conoscenza (coscienza + consapevolezza del gesto) della corsa rientra negli obiettivi della Kinesomatica ed è parte integrante del percorso che questa nuova disciplina motoria propone, insegnando a utilizzare nel modo più efficiente il proprio corpo in tutti i suoi movimenti.