A che serve il sintomo del dolore?

Chi di noi non ha mai sofferto almeno una volta di mal di schiena o di dolori alle ginocchia o alle spalle o in qualche altra articolazione? Basta leggere gli ultimi dati statistici per avere la conferma di come ormai i dolori articolari sono un mal comune in continua crescita.

Tra i rimedi più efficaci finora utilizzati troviamo le tecniche manipolatorie, i massaggi decontratturanti, le soluzioni proposte dalla medicina non convenzionale (come ad esempio l’agopuntura), fino ad arrivare all’ultima spiaggia apparentemente risolutiva che è l’intervento chirurgico.

Ma quasi sempre il problema scompare solo temporaneamente perché in modo puntuale il dolore riaffiora.

Il motivo risiede nell’abitudine a curare solo i sintomi e non a comprendere, prevenire e eliminare le cause.

Una diversa visione del dolore

708-GM-spie-cruscottoLa Kinesomatica è la nuova disciplina motoria che considera l’uomo nella sua integralità approcciandosi alla meccanica del corpo senza mai perdere di vista le strette interconnessioni che esso ha con la psiche. In questa prospettiva il dolore assume un significato diverso: non viene visto più solo come elemento disturbante e peggiorativo della qualità della vita, ma come un importante alleato.

 

Infatti è proprio attraverso il dolore che possiamo risalire alle cause dei nostri malanni e attuare un’azione che vada a modificare un comportamento che per il nostro corpo non è corretto; considerato come un sensore, al pari della spia elettronica di una macchina, il dolore ci permette non solo di eliminare quelle sensazioni spiacevoli che lo accompagnano, ma di cambiare in meglio.

Conoscere e decodificare il sistema di controllo

Il corpo umano possiede un perfetto sistema di controllo, superiore a qualunque più sofisticata apparecchiatura elettronica esistente, ma il problema è che non lo conosciamo, non sappiamo utilizzarlo e soprattutto non lo rispettiamo.

Presi dai ritmi frenetici e dalle preoccupazioni della vita quotidiana, diventiamo sempre più sordi ai continui messaggi che il nostro corpo ci invia, messaggi che potrebbero essere un grande aiuto per la nostra crescita qualora da subito fossimo in grado di individuarne l’origine.

Al contrario facciamo di tutto per non ascoltarli e prima ci abituiamo ad andare in giro per lungo tempo con le spie sempre accese, poi ad un certo punto, piuttosto che intervenire, decidiamo di disattivarle.

Sarebbe più logico ed efficace iniziare invece a decodificare i vari segnali con premura ed attenzione. In un certo senso si tratterebbe di diventare i primi veri medici di noi stessi, capaci di agire autonomamente per prevenire ed eliminare i dolori.

L’approccio della Kinesomatica

foto_post_54L’obiettivo che si propone la Kinesomatica è proprio quello di aiutare i suoi praticanti ad imparare a conoscere e ad utilizzare il corpo correttamente, partendo in primis dallo sviluppo della consapevolezza (coscienza+conoscenza) del funzionamento delle parti meccaniche, in un percorso esplorativo e attivo il cui ingrediente principale è il corretto movimento, un mezzo curativo spesso sottovalutato.

Una volta comprese ed eliminate le cause meccaniche (siamo nella fase acqua di Kinesomatica) grazie al riallineamento dei distretti articolari, alla liberazione dei movimenti e cambiando le proprie abitudini posturali, si passa all’azione volta a rinforzare la struttura profonda (fase terra) per poi imparare ad eseguire movimenti che sfruttino le enormi potenzialità che il corpo possiede (fase aria).

Così facendo vecchi dolori cronici diventano un ricordo e quelli nuovi sono invece un modo per conoscerci meglio, cambiare e quindi migliorare.